Danza

La tristezza è il mio riposo

rimango immobile

fio a quando

qualcosa di qualcuno

mi raggiunge.

L’intorno sill’umina

mi alzo

riprendo il cammino

per andar altrove, più lontano

in attesa che

qualcuno che vorrà conscere la mia pazzia.

Biografia da scomporre

1975
Inizia come autodidatta gli studi della musica e della Chitarra Moderna

1976
Studia Chitarra Moderna con l’Ing. Mauro Fiorelli

1977
• da Gennaio 1977 fino ad Agosto 1978 studia Pianoforte e Organo Antico con Don Piero Manzuoli

1978 – 1989

• Frequenta

Composizione con il prof. Albino Varotti, – Direzione di Orchestra con Bruno Campanella in qualità di uditore presso il Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze.
Direzione di Coro con George Robef, Fosco Corti, Roberto Gabbiani e Pietro Rossi – Tecnica del Canto con Walter Blazer presso il Dipartimento di Didattica della Scuola di Musica di Fiesole.
Pianoforte con Luigina Zanardi, – Organo con Attilio Baronti – Canto Gregoriano con Stanislao Kumtorka presso l’Istituto Diocesiano di Musica Sacra di Firenze.
Didattica del Canto con Mario Gramigna presso l’Istituto Malerbi di Lugo di Romagna.

Dirige la Corale Santa Maria di Fibbiana

1980 – 1982

• Frequenta la facoltà di Lettere e Filosofia di Firenze e il DAMS di Bologna

1981 – 1991

• Docente di Educazione Musicale presso la scuola media Luigi Calasanzio di Empoli, dirige l’Orchestra Ferruccio Busoni di Empoli, la Filarmonica Giuseppe Verdi di Empoli, la Corale di Fibbiana (Montelupo Fiorentino).

1984

dall’Aprile 1984 fino al Maggio 1989 Dirige l’Orchestra da Camera Ferruccio Busoni di Empoli

• da Luglio 1984 fino all’Agosto 1989 collabora in qualità di ricercatore sugli studi di Musica Antica e Canto Gregoriano con il prof. Albino Varotti

1985

• Fonda e Dirige il Laboratorio di Produzioni musicali Maskastudio. – Laboratorio di produzione elettroacustica e studio di registrazione Maskastudio (acquista il suo primo Macintos Classic e da qui, come autodidatta, iniziano le sue prime esperienze nella computer music dedicandosi prima in modo pionieristico e sperimentale alla registrazione ed editing digitale, programmazione midi, notografia e grafica dedicata alla musica, poi tasformando queste attività in situazioni operative, quindi realizzando un vero e proprio laboratorio di produzione musicale attraverso la tecnica e tecnologia della Computer Music)

• dal Settembre 1985 fino al Settembre 1991 Dirige la Filarmonica Giuseppe Verdi di Empoli. Nello stesso periodo ristrutturerà assieme ai colleghi la scuola comunale Giuseppe Verdi di Empoli dando un indirizzo innovativo, aperto ai nuovi strumenti musicali e tecnologici. Sarà docente di Musica d’Insieme presso la stessa scuola.

• Docente di Musica d’Insieme, Chitarra Moderna e Tastiere presso la Scuola di Musica Pietro Nardini di Montelupo Fiorentino

1992
• da Settembre 1992 fino a Novembre 1994 Dirige il Coro di Empoli

1993

• Fonda la EMA Vinci con i dipartimenti EMA Vinci records, EMA Vinci service e EMA Vinci edizioni.

1995

• Fonda il Dipartimento della EMA Vinci: EMA Canticae.

• In Maggio inizia la collaborazione con l’artista Marco Bagnoli.

1996

• Compone 11 Canticae che verrà eseguita per la prima volta nell’installazione Il cerchio non ha modello e questa è la sua immagine di Marco Bagnoli (Centro per l’Arte contemporanea Luigi Pecci di Prato)

• Studia da autodidatta il Didjeridù

1997

• Realizza l’Opera Vicenda Y Raccomto nella collettiva Dopopaesaggio (Castello di Santa Maria Novella – Firenze).

• Compone il suono per l’Installazione Ritratto A.R.S. di Bagnoli (San Miniato al Tedesco – Pisa)

• Compone il Suono per l’Installazione Noli me Tangere di Marco Bagnoli (Biennale di Venezia)

• 15 Ottobre – Coordinatore all’Installazione e Performance di Marco Bagnoli e Michael Galasso Figure di Parola/Sogna – ATOPOS Sogna (AR)

1998

• Compone il Suono e interviene con il Didjeridù nell’installazione Quando senti il Dharma dovresti essere il cervo che ascolta i suoni musicali di Marco Bagnoli (Santa Maria a Ripalta – Pistoia)

• 2001 Compone il Suono per l’Opera di Marco Bagnoli per la Mostra Sindrome d’Oriente (Magazzino del Sale – Siena)

2001
• 16 luglio11 Canticæ nell’Installazione La Vittoria del Sole di Marco Bagnoli per la collettiva Boom!!!, Manifattura Tabacchi/Spazio Base (Fi)

2002
• 25 maggio& Accenno al Suono (con didjeridù) nell’Installazione Oltre il Passo di Marco Bagnoli, Villa Pacchiani, Santa Croce (Pi)

• 2 AgostoCollaboratore all’installazione di Marco Bagnoli Dopopaesaggio: Quincux (Oliveta) – Castello di Santa Maria Novella – Certaldo (Fi)

2003

• Compone il Suono e l’Installazione sonora per l’opera Rintocco / 72 Nomi di Marco Bagnoli nella collettiva Orizzonti curata da Bonito Oliva (Forte Belvedere – Firenze)

• Realizza il Progetto La Vela delle Arti dell’artista Marco Bagnoli in collaborazione con la Regione ed il Comune di Empoli. Progetta, per la Regione Toscana e il Comune di Empoli assieme all’Artista Marco Bagnoli e l’ingegnere Roberto Neri la Vela delle Arti, un cantiere per l’Arte promosso dalla Regione Toscana e dal Comune di Empoli

• 15 GiugnoCollaboratore all’Installazione Sulla Vigna di Marco Bagnoli – Piantagione Paradise Bolognano (Pe)

• 8 Dicembre – I International Free Forum – Vela delle Arti- Empoli / Bolognano.PE.it – Coordinatore alla Performance di Marco Bagnoli Vento d’Etere – Giorno e Notte

Tiene la Lezione Il Cerchio non ha Modello e questa è la sua Immagine presso l’Università della Bicocca di Milano assieme all’Artista Marco Bagnoli e l’Ingegnere Roberto Neri

2004

• Compone il Suono e cura l’Installazione sonora IOXTE  di Marco Bagnoli (Galleria Nicola Fornello – Prato).

Tiene la Lezione La Ceramica nelle Opere di Marco Bagnoli presso l’Accademia delle Belle Arti di Firenze assieme all’Artista Marco Bagnoli

• Tiene la Lezione SPAZIO X TEMPO presso l’accademia Modern Academy di Milano assieme all’Artista Marco Bagnoli

2005

• Compone il Suono e cura l’Installazione sonora Terra delle Madri  di Marco Bagnoli (Quarter – Firenze). Si esibisce nella performance di apertura suonando il Didjeridù.

2006

• Realizza l’Installazione sonora per Fontana a Delfi  di Marco Bagnoli (Galleria Persano – Torino), componendo i suoni da integrare alle musiche di Michael Galasso.

• 27 SettembreCoordinatore all’installazione di Marco Bagnoli EMA Kham Sum – Galleria Giorgio Persano (To)

2007

• Realizza l’Installazione sonora per IOXTE Paesaggio 2  di Marco Bagnoli (Villa la Magia – Quarrata – Pistoia), componendo i suoni da integrare alle musiche di Michael Galasso.

• 27 FebbraioCollaboratore all’installazione e Performance di Marco Bagnoli Sulla Vigna (un minuto in silenzio / Idea di Tempo nello spazio d’Etere / Caminando sulla terra, misurare la vigna adesso) – Bolognano (PE)/Biennale di Venezia Spazio Thetis

2010

• Compone il Suono per l’opera Sonovasoro di Marco Bagnoli (Abbazia San Miniato al Monte – Firenze).

2010

• Compone il Suono per l’Opera Amore e Psiche di Marco Bagnoli (Villa Demidoff – Firenze).

• Compone il Suono per l’opera di Marco Bagnoli nella collettiva Da sopra giù nel fossato curata da Bonito Oliva (Castello Normanno – Bari)

• Compone il Video e il Suono per la Performance IOXTE PAESAGGIO 2 / Araba Fenice di Marco Bagnoli con la regia di Giancarlo Cauteruccio (Teatro Studio di Scandicci – Firenze)

2011

• Compone il Suono e la regia per l’installazione e performance Rotazione Apparente (Planetario Hoepli – Milano).

2013

• Compone il Suono di Colonna a Delfi dell’Opera di Marco Bagnoli (Olnick Spanu Collection, Garrison, New York).

2014

• Cura l’Installazione sonora e compone il Suono che verrà integrato nei versetti musicali di AttoRitratto di Marco Bagnoli (Stazione Leopolda – Firenze).

2016

• Compone il Suono per l’opera La Voce di Marco Bagnoli (Museo Madre – Napoli).

2017

• Progetta e realizza l’Installazione sonora per l’Apertura dell’Atelier  di Marco Bagnoli (Montelupo Fiorentino), componendo i suoni da integrare alle musiche di Michael Galasso.

Il Pizzo d’Uccello, a mio avviso la montagna più bella e completa delle Apuane

Una sentiero vario ed elegante, verso una montagna di roccia pura, una vista meravigliosa ci accompagna sempre. Il Pizzo d’Uccello è sempre stata la mia montagna preferita delle Apuane, tutta la valle ne è uno splendore, una caratteristica di montagne uniche e quindi particolari.

pia’nte (una canzone per facebook)

semplici, molto semplici versi

mi sono circondato di piante,
che con me crescono
ed io con loro.

crescono in me
ed io in loro.

si dice che l’individuo pianta
sia più simile ad una comunità animale
che ad un singolo animale.
(… una pianta assomiglia più ad un formicaio
che una singola formica
…)

Talvolta,
qualcosa che esiste di me
ama essere più
pianta
che animale,
ama filtrare il mondo
con cellule vegetali,
sentirne la sostanza e profonda essenza

anche perchè le piante hanno il grande dono:
non parlano … soprattutto.

Talvolta
ho misurato le parole
vane (tante),
che vengono dette (e non solo)
e come tali parole siano ascoltate,
credute e considerate: “complicizzate”.

Infine osservavo queste piante che vengono dette perenni
le altre solo annuali,
io, qui solo dalla mia solitudine assomiglio
a queste,
che nascono, che crescono e
che in una stagione creano i loro fiori
e talvolta frutti che non si vedono
o che non esistono.

La mia vita,
quel geraneo
in un vaso pendente,
fiorisce e muore,
quel fiore rosso intenso,
che rende più azzurro il colore del cielo.

da "es quae ortus est"

Pubblicato da Artisthing su Mercoledì 4 settembre 2019

ALMA

una fedele compagna …

quando in qualche trattoria
o ristorante
vedevo qualcuno che pranzava
o cenava 
da solo,
provavo un profondo senso di tristezza.

Oggi, vivo un profondo senso di pace,
di eroico,
qualcosa che mi ricorda la gloria.
Rimango chino su me stesso,
ricco di ciò che ho imparato.

Allora, qui,
una dolce compagna
si avvicina,
ascolto la sua carezza
e,
in un abbraccio,
si unisce a me,
in me.

Questa mia dolce eterna compagna:
la Solitudine.

il mesSAGGIO!

un aforisma dice che:
Molti affetti sono abitudini o doveri che non troviamo il coraggio di interrompere. –

Direi anche che, pur sapendo che ciò è assurdo ci “arrabattiamo” a voler dare importanza al senso del dovere, ci affezioniamo al senso del dovere, quando soprattutto il dovere “sarebbe” altra cosa.
Le cose vere ed importanti spesso risiedono altrove,
ma ci abituiamo a qualcosa che è falso, vuoto, pur considerandolo importante.
In questo caso I DANNI sono irreparabili, anche se non li vediamo e/o non li pensiamo, ma appunto: non troviamo il coraggio di interrompere.

… un pensiero foggito dal vecchio corvo

Capestrano

Giro “largo” partendo da Santo Stefano, passando da Campo Imperatore per giungere nello storico paese di Capestrano. Nel ritorno abbiamo toccaco anche un sito archeologico romano.

Punto

e con voce placata il corvo parlò:
mio caro pettirosso, dolce anima,
come la resina che fuoriesce dal ramo ferito,
di un giovane pino,
così il tuo corpo trasuda di dolore:
la tua ricchezza è l’amore.

=> clAMORE <=

=> clAMORE <=
IL TEMPO NON CAMBIA –
IL TEMPO NON CAMBIA NESSUNO –
IL TEMPO SI RACCONTA
e a volte si vive.
  • Che belli quelgli anni nei quali prima venivamo noi e poi il mediatico …
canali che nei secoli si dissolvono
si cercano nelle menti
si raccontono ai cuori
e non si percorrono …
(Facile clamant
in civitatibus)

 

Profezia

PROFEZIA
Voi credevate che essi avrebbero guidato,
ma non erano dei tiranni e non hanno guidato;
Voi credevate che essi avrebbero comandato,
Ma non erano dei condottieri e non hanno comandato.
Essi hanno presidiato, come militari e come coloro che presidiano attendono che sia compiuto.

caro mio corvo …
Allora, se le cose stanno così, caro mio corvo,
potrei chiamarla “l’era del presidio” e ne uscirei, adesso ci penso, sconfitto.

con l’ORO

Si dice che le persone fisicamente brutte (es. donne robuste) non dovrebbero indossare abiti succinti, attillati, corti tipo fusò , tute fascianti o gonne corte, che oggi vanno particolarmente di moda. A me personalmente la vista di questi abiti indossati da persone “dicesi” inadatte invece inducono il mio stato d’animo ad un certo senso di gioia, di benessere, vedo libertà, spensieratezza e altro. Vedo che tali abiti sono comodi e fanno stare bene la persona. Invece avrei molte riserve verso le persone con menti ignoranti, stupide e arroganti, la quale loro “veste” apparentemente invisibile reca danni veramente grandi. Ecco, QUESTI dovrebbero stare chiusi in casa e solo con persone come loro o con chi, con loro, vuol condividere. Caro mio corvo…

Cumque Evigilasset – Giuseppe Scali / Coro San Giovanni Evangelista di Empoli

REFERENCE

Tirreno 21 Aprile 2019 Cumque Evigilasset

senz’AZIONI

senzAZIONI

Si dice, che,

quando raccontiamo a noi stessi di odiare tanto, questa sia una grande bugia.

Questo racconto che facciamo a noi stessi,

sovente,

è quello di un odio nato dall’amore.

– (Ma) come può un odio nascere dall’amore? –

Dove sta la verità dell’odio e dell’amore?

So che è faticoso pensare, ancor più faticoso e difficile pensare profondo.

Voler in qualche modo andare a “vedere” dove, (non nascono) ma sono

queste due parole: amore e odio.

Il sangue delle spine racconta

che l’odio non può mai nascere dall’amore anche se lo crediamo.

Tanto ferito, luminoso e profondo,

che vorrebbe farci andare la in quel luogo dove nasce la parola amore.

E voi, e voi che raccontate al mondo,

ciò che nasce da dentro di voi è vostro,

mi raccontate dov’è nato il vostro amore e

da dove dentro di voi avete raccolto il vostro odio?

Una parola molto adatta

e molto usata oggi

in quanto preferiamo più “guardare” che “vedere”,

e soprattutto più “insegnare il guardare”,

“che imparare il vedere”.

il Problema è sempre lo stesso,

mio caro CorVo.

Il Primo disse:

Quando siamo vivi, viviamo come se non dovessimo mai morire,
quando siamo morti, moriamo come se non dovessimo mai nascere

Il Secondo annui dicendo:
– hai proprio ragione –

Il Terzo allora rispose:
– eh no, le cose stanno così come dico io:

quando siamo vivi, moriamo come se non dovessimo mai morire,
quando siamo morti, viviamo come se non dovessimo mai nascere

il Quarto affermò:
hai ragione anche te.

il Quinto intervenendo disse:
– ma come fanno ad aver ragione tutti e due?

ed il Sesto:
– hai ragione anche te.

Il Settimo, allora in silenzio scrisse:
– Quando siamo vivi, viviamo come se non dovessimo mai vivere,
quando siamo morti, moriamo come se non dovessimo mai morire

… e così via …

Il canto Polisemico

– Cosa canti oggi mio corvo? –
– Canto un verso melismatico e alquanto modulato,
calibrato e preciso:

Mastica e sputa 
da una parte il miele 
mastica e sputa 
dall’altra la cera
” –

– una canzone perfetta
che singhiozza le nostre gioie e le nostre angosce,
le nostre profondità e quindi le nostre bassezze,
ove “ognuno” è, oppure, è “ogni uno” –

– E tu piccolo pettirosso,
calpesta ancora su quel ramo
affinché questo sarà tutto ricoperto,
irriconoscibile e dominio degli uccelli
che necessitano riposo. –

Il NUMERO 11 (settembre 2018)

Fin da piccolo costruivo e integravo il mio “Letterario”,
una sorta di “vocabolario” non formato da vocaboli, ma bensì da lettere.
Ad ogni lettera alfabetica davo un significato, un significato costruito da studi, osservazioni, considerazioni pratiche e teoriche, insomma volevo spiegare quella lettera sotto tutti i punti di vista, proprio come facciamo con la parola nel dizionario e sovente, con soddisfazione, l’incastro delle lettere mi dava la percezione giusta della parla, almeno io la vedevo così e quindi talvolta, il significato esatto della parola.
Da oggi, ogni tanto, invece parlerò di un numero,
così, anche solo per sfatare quel detto ove mi si diceva che “davo i numeri”. 🙂
 
Parto con il numero 11,
un numero verso il quale “credevo” molto,
fra l’altro il numero della percezione.
 
Piaceva perché avevo questa “fissa”: due numeri eguali (uno) che formano un unico numero: “il primo e palindromo”.
Avevo anche elaborato una sorta di “scala musicale” ove l’11° suono era l’ultimo. Questo mi portava a pensare un sistema numerico diverso dal sistema decimale (ove la serie termina al numero 10), bensì ad una serie che terminava sul numero 11.
Si legge che l’11 è detto il numero delle rivelazioni e chi è sotto il suo influsso ritiene di avere un messaggio da comunicare al prossimo, a chi lo possiede offre un potenziale unico per lo sviluppo della consapevolezza dell’IO SUPERIORE. Sfortunatamente sono più le persone che non riescono a vivere all’altezza di un simile potenziale rispetto a quelle che riescono a svilupparlo. (data di nascita 29.38.47). Le persone dotate dell’11 come numero del destino spesso sono sensibili, attente e premurose. Amano la raffinatezza, la bellezza e tutto ciò che abbia una sostanza culturale, sono estremamente onere e compassionevoli, preferisco evitare una vita incentrata sugli affari, dato che in genere non sono brave a gestire il denaro. Sono potenzialmente meglio equipaggiate per guidare verso la consapevolezza e generalmente queste persone hanno scelto una incarnazione di grande responsabilità. Chi ha l’11 come numero del Destino si sente sperduto e apatico e trova ben poco sollievo dal mondo materiale. Deve far ricorso ad una grande consapevolezza e attenzione per rimanere ben saldo.
Nella cabala è anche il numero, oltre che degli amori illeciti, delle relazioni clandestine, degli affari nascosti, dei segreti personali. L’11 si ricollega a paure, apprensioni, e agli insetti molesti, alle trappole che rendono pesanti i legami, i patti, i vincoli, quindi del desiderio di tagliare con il passato. Nella Smorfia napoletana sono I Topi.
Al positivo si legge che rappresenta la Giustizia e la Forza, al negativo la Paura e Decadenza Morale.
L’11 contiene anche forti capacità intuitive date dal numero 2. (1+1).

L’immenso infinito

Carissimi amici,
voi che mi conoscete e sapete che sono così come mi conoscete e che conoscete di me tutte le cose brutte che sono in me, adesso, invece, vorrei parlarvi di qualche altra cosa che è in me. Vorrei parlarvi della mia ricchezza: la mia più grande ricchezza sono le persone e le anime belle che ho incontrato nella vita, più erano e sono belle, più mi hanno reso e mi rendono ricco.

Il più grande insegnamento che ho ricevuto, l’ho ricevuto dai miei genitori:
– mai sono stati fieri di loro stessi quando io realizzavo cose belle o raggiungevo traguardi –
così hanno creato il sentiero per un’anima libera, loro erano colmi, come colmo è il mondo, tanto colmi da non dover mai riempire o nascondere le loro miserie, soprattutto attraverso la loro identificazione in me o in me come loro essere. Questa cosa è grande cosa, una grande cosa che raramente vedo: è la strada della libertà, è l’ultima parola da lei pronunciata, è la ricchezza più grande che qualcuno, soprattutto se genitore, possa donare ad un altro e soprattutto ad un figlio.

… e poi ancora l’immenso infinito che è in noi ed anche fuori di noi e che solo grazie a qualcosa che puoi sentire, puoi vivere.

Fibbiana 26 luglio 2018

il corVO

Cari amici bipedi e terresti,
oramai da tempo combatto in cielo,
i miei figli sono lassù …


Sulla terra crescono alberi frondosi
che aiutano il mio riposo,
intorno a me piccoli e grandi animaletti,
che mi rallegrano e donano luce ai colori.


Sovente torno a voi dove posso leggere versi famosi
che sfamano il mio appetito,
Oppure, ad ascoltar della colta musica,
che disseta la mia sete.


Sempre so, che ciò che posso fare,
è
portare il sole nel punto più bello per il suo tramonto.

Il Corvo Rosso

carO corVO,
cosa oggi mi canti?
Da tempo non sento il tuo sguardo sulle mie penne,
come mai sei così pensoso?

Mio piccolo pettirosso, uccello di rovo,
sai una cosa?

Preferisco i “pochi Grazie” che si dicono in silenzio e che vivono nel profondo,
ai tanti grazie che si dicono con le parole e che galleggiano sulla superficie, sorretti solo da un banale manierismo formale e falso.

M tu, ma tu hai mai provato a dire “grazie” in silenzio,
sentendolo nel tuo profondo?

Mio carissimo corvo,
io sono un piccolo uccelletto che vive dentro arbusti spinosi,
i miei amici sono piccoli vermi e insetti strani,
e inoltre, devo guardarmi continuamente da serpi insidiose.

Li alla luce, fuori da qui,
tanti dotti e sapienti, giudici pieni di loro stessi,
neppur si avvicinano ad un esile e banale “grazie”,
ma son sempre pronti ed attenti ad oscurar i più bei colori,
allor di questi, cosa vuoi che io canti?

Ti capisco mio dolce pettirosso,
neppur io riesco a penetrar nella profondità della selva ove tu vivi, ma,
un poeta sommo e veramente dotto, c’insegnò dir:
Non ragioniar di lor, ma guarda e passa
non tutti eguali, in quel tempo, fummo creati …

La storia del Corbezzolo e della Rosa

MA se poi voi l’avete amato così tanto, perché non ci siete rimasti?
Disse il corbezzolo alla rosa. La rosa lo guardò e lei sapeva cosa sapeva, e secondo lei, lei sapeva qualcosa che lui non sapeva o che comunque, sempre secondo lei, quasi tutto il mondo a parer suo sapeva … E dal silenzio ancor il corbezzolo gridò per la seconda volta:
-Ma come si fa a non rimanere?-
La rosa continuava a sapere qualcosa che a suo avviso il corbezzolo non sapeva … per questo il bruco, consigliò alla rosa di rileggere il

“De rerum natura”, dico il bruco e non la farfalla.

Viaje a Itaca

Giuseppe Scali da Fibbiana

La strada per la conoscenza ovvero per la libertà è una strada lunga ed ardua da percorrere. Spesso deve passare tanto tempo affinché l’uomo impari qualcosa, interi e lunghi anni, se non vite. Talvolta sembra di essere li, così vicino e poi improvvisamente ci troviamo lontano e rimaniamo stupiti per quello che poco tempo fa abbiamo scritto, come se ciò che abbiamo scritto fosse del tutto assurdo e soprattutto lontano. Ho imparato a carezzare l’entusiamo e lo sconforto come fossero due figli: mi son seduto vicino loro e quando Entusiamo o Sconforto diventavano così virulenti ed imperversavano con tutta la loro foza parlavo loro e si, li carezzavo, calmandoli, mitigando il loro ardore, proprio come facciamo con i nostri figli. Insegnavo loro ad essere rispettosi e giusti nei confronti di tutto ciò che li circondava e gli insegnavo che tutto ciò che era loro vicino era il loro mondo. Infondo, Entusiasmo e Sconforto, sono nostri figli. E così capisco come le piccole navicelle guidate da Ulisse possano essere state sbattute dalla forza impetuosa del mare e del vento sia a largo che vicino alla costa. Così Itaca sorge riglogliosa e luminosa, sorge scolpita dalle onde del mare, proprio da quelle onde che giorno dopo giorno intagliano la sua bellezza e che nella sua bellezza s’infrangono morendo.

mentre altri consumavano … io mi stavo preparando

unico tempo di tre tempi

Io credo che la cosa più negativa delle cose negative sia non le conseguenze dirette che esse portano e comportano, ma piuttosto che sovente queste distruggano tutto il positivo a venire. Sottrarsi a questa legge o situazione credo che sia permesso solo a coloro che hanno tanta forza e credo. Ciò non è da tutti e so che sono in pochi.

Giuseppe Scali da Fibbiana si, è più facile scegliere di rispondere alle guerre con la guerra delle proprie ragioni che professare, collaborare e soprattutto realizzare la pace con le nature propense all’amore.

GO UP THE RIVER – i nostri momenti oramai scorrono in quel fiume formato da tutti i momenti nati prima di loro e che a loro volta raccoglieranno altri momenti che incontreranno lungo il loro scorrere. Tutti ed ognuno saranno trascinati verso quel mare ove noi, assieme ad altri siamo “navigati erranti” in cerca di risalir la corrente. E’ questa la tua canzone mio caro corVO?

:-) [X] :'(

già non lontan dall’orto,
Orbato aven i tuoi sogni
e Ramapnte apparia l’invasor.
 
le prime luci di una giovine mattina
ancor Amletico il cor tuo non rendean
e la guerra apparia lontana.
 
schiume lente fluivan nel pensier
ad insegnar non movesi a Ritroso
così dimenticandosi il passo andava.
 
pesante sarebbe stata la vita sua
da dover Abbambinar ogni movimento
ed il gran sarto Tmesi perfette
tesseva dentro ricami
che seppero oscurar lo sguardo nativo.
 
Immemore del sé
partorì un Disastro,
e parimenti ad un folle Exequatur
professò un farisaico credo.
.Abbarbicato esser
Insolente con tutto se stesso
la tua vita Endice volea
Anima non c’era
e partorir doppio nefasto fece.
doveroso Salutare
t’aveano insegnato
Collabente ormai era il tuo destin.
 
la Calamità pervaso tutto avea,
la Socialite madre funesta si separò
e tutto ciò che in te c’era Abolito fu.
 
e tu Dimergolando, cercar di Sgattaiolar
con lo sguardo verso l’Unicorno,
ma orami in croce fix fu.
 
Proludere altro,
non so se ne conviene
Decussar persona
a suo tempo ignoranza fu,
ancor oggi, destar stupore fa.
 
Zeuma tassiano,
e quando in sé tornò,
deserto e muto solo potè mirar.
 
—————————————————-
Così le fronde partoriron ombra,
Si potrebbe così andare avanti,
E come ogni per bella favola,
Ultimar la storia con lieto fine.
Ma per quanto sopra detto “si potrebbe”,
il “potrebbe”, come ogni fiume,
Ha una fonte?

PAROLES editing

 

 

 

 

 

20.12.1981 Fibbiana

Un Canto Nuovo

Questo canto
lo chiamerò poesia
… che tu canterai la sera
quando,
seduta sopra le mie ginocchia,
ti lascerai carezzare i capelli.
… che tu canterai la sera.
Osservo il fuoco
nel silenzio del silenzio
binari vuoti,
germogli nati
Le radici
non portano frutti e fiori
che appassiscono quando li doni.

 

31.12.1981 Fibbiana

L’Anima mia Magnifica il Signore

… e Dio creò l’uomo affinché questi creasse Dio.
ed io sempre meno poetico e più guerriero;
Seduto uccido
l’ombra di questo noioso.
Impersonificherò il diavolo
combatterò contro la bontà dei popoli,
quando i popoli avranno una bontà.
L’anima mia magnifica il signore
ch’ei è grande et onnipossente.

 

31.12.1981 Fibbiana

Poesia Inedita

Cruda
sorretta da una terra bruciata
sta la mia anima e pensa.
Oblio
di occhi abbagliati da un sole
che riflette la mia ombra ed arde.
Lacrime su volti morti
e corpi nudi,
colori vaghi e cielo scuro.
Silenzio.
Parole,
cercare gli altri e se stessi
nel vuoto di una grotta
spenta dalla sordità.
Continuare a scavare un modo
per ricercarne un altro ch’è detto
incapacità.

 

1.1.1982 Fibbiana

Non parlarmi d’Amore

Non parlarmi d’amore
quando amore non c’è.
La tua bocca è dolce
il tuo cuore non so,
ma fino a quando il tuo spirito
non sarà umiliato dal mio
non parlarmi d’amore
perché amore non c’è.
La tua parola diventa persona
tenerezza e bontà
quando cancellata dalla carne
il giudizio non è più realtà.
Nella nebbia appare un sole
è un animo venduto
e reca infondo un sol punto
un puntino di felicità.
«…di due cuori fa un sol frutto
appeso a verdi rami,
con fiori rosa»
E’ triste ascoltare le parole
che rompono la rima
quando un bimbo parla a te.
Porta in mano una rosa
io ho raccolto solo le spine
per le mani della crudeltà.
Questa nenia non è un canto
dice al mondo
quanto il mondo dice a me.
Non parlarmi d’amore
quando amore non c’è

 

2.1.1982 Fibbiana

Io essere di me qualcosa

Così misteriosa mi appare la sera
che come il dolore vaga
in regioni sempre più scure
quanto più vere
Sorretti l’un con l’altro
anch’io grido la mia nota
che racconta
Infine parlerò del male
che dentro di me consuma
la vita di esser per l’essere
Io essere di me qualcosa.

 

2.1.1982 Fibbiana

Io essere di me qualcosa (seconda versione)

Così misteriosa mi appare la sera
che come il dolore vaga nell’indeterminato,
nell’infinito,
calandosi sempre più
nel suo mistero di speranza.
sorretti l’un con l’altro anch’io griderò,
ogni grido sarà una nota
utile ad altre note, ad altre menti
che si consumano.
Infine parlerò del male
che consuma la vita di un essere
per l’essere.

 

5.1.1982 Fibbiana

Metamorfosi

Occhi
occhi che osservano mani
Mani
mani putrefatte o in via di putrefazione
Interno cuore
Cuore
cuore che si squarcia,
persona che si dilania nel dolore.
Male
ciò che corrode tutto ciò che è
tutto ciò che è grida nell’immensa notte
Sorde
grida sorde dal niente
dal niente disperazione del niente.
Sparire,
pezzo per pezzo che si trasforma in altro pezzo
tutto ciò che prima credevamo.
abbracciato a me,
anch’io distruggevo me stesso.
Ricordo tempo e spazio.
Occhi che lacrimano acqua di sale,
di sole,
per ardere ed affogare.

 

10.1.1982 Fibbiana

Foglie secche

Come te amai altre persone
Come quando presi la tua mano
per stringerla nella mia
bambino.
Non un gesto per soddisfare un cuore infranto
un amore, ribelle ad un cammino.
Sotto l’ombra di una pietra, sventolano foglie secche.

 

22.1.1982 Fibbiana

Crisantemi

È il vento che cancella
le ultime cocce di rugiada
poggianti lievi
sulla soffice corolla
di verdi crisantemi.

Ambiziosi ingegni
lo chiamano:
il dolce fiore dei morti.

 

4.2.1982 Fibbiana

Una Scena

paesaggio tutto nero,
nel centro una grande fiamma
di fuoco che brucia senza far rumore.

Inferno
Sospiri di uomini che bramano pietà
volti immersi nel fuoco
e squarciati dalle fiamme.
Grida dolore e infinita rabbia.

ciò che fu sulla terra
è solo un ricordo,
solo un modello di fiamme,
plasmate dalla nostra abilità.

ora tutto è concreto,
maledettamente esterno a noi
ciò che più rimane amaro
è questo cieco sguardo
che si erge verso il cielo
come per voler scovare ombre amiche.

Giustizia
O poesia in tre atti e ancor più,
per quello che lascia a desiderare.

 

9.2.1982 Fibbiana

Forme

Forse mai come oggi ti ho amato.
La mia persona si erge
contro quelle deità
che ti vollero distante.
L’una primordiale realtà dei sensi,
forse unico linguaggio vero,
vortice in un flusso magico
contemplo queste tue forme.
profondo silenzio,
anch’io taccio.
L’altra,
tenue melodia che fugge,
unica essenza di vitalità.
Crudeltà di umano
qualcosa di non umano
che ora,
nella tenerezza di queste forme, piange.
Ho accecato i miei occhi,
con le lacrime dei tuoi occhi.

 

24.3.1982 Fibbiana

Atti

No,
non vorrei essere io
a raccontarti ciò che ti dono,
Quei fiori che coltivo in giardino
sono per te,
non è necessario che sia io a donarteli.
Un grande prato,
anime che giocano,
ed io
ancora più scoraggiato torno sconfitto.
Atti,
come in queste strofe
dove non trovi la rima, logica o passione,
ma così come è uso:
anch’io vado a capo
quando lo detta il cuore

 

03/04/1982 Fibbiana

Ora sulla mia tomba

di tanti momenti
ne colgo alcuni
di tanti pensieri
ricordi tanti.
Il silenzio non è la tomba dei morti

 

03/04/1982 Fibbiana

Paroles

Ciò che il fuoco fece,
la luce mai più donò

 

03/04/1982 Camposilvano

Ricordi

Mio padre guardava il vento
ed io il mare.
Il mare è più bello.
Oggi osservo la montagna:
essa ci parla.
da molto tempo
vivo lontano dalla mia casa
colpa del mare o del vento.
forse di tutto quello che so.
Per strada ho trovato un amico,
questi deve essere un tipo strano,
non aveva casa.
Un giorno mi cucirono la bocca:
fecero male a non cucirmi il cuore.

 

03/04/1982 Camposilvano

Viandante (il mio animo non ama la geometria)

Viandante
ovunque andrai
incontrerai volti amici
e la tua vita sarà sempre un inizio.

 

7.4.1982 Fibbiana

Primavera

Un bel giorno di primavera
ti prenderò per mano
cammineremo vicini
affinché i tuoi capelli
si confondano con i miei.
Le mie mani nere
sporche di una terra che sanguina
profonda notte, desiderio, delirio.
Una luce!
Un bel giorno anch’io morrò.

 

7.4.1982 Fibbiana

Poesia Logica (quattro atti ed un finale)
La pietra
delle cose legate alla mia carne
è terra
che l’acqua di questa sorgente
sgretola.
Zampilli
che dissetano la mia gola sanguinante
Continuamente sul fango ricerco una pietruzza
Polvere
e cenere fra le mie dita tengo
I miei occhi
osservano un sole così lontano
che riflette vicino ai miei piedi
un’ombra.
Un’ombra senza vita che teme il gelo.

 

7.4.1982 Fibbiana

Poesia Logica  (seconda versione)

La pietra
delle cose legate alla carne
è terra
che l’acqua di questa sorgente
sgretola.
Zampilli
che non dissetano la mia gola
sanguinante.
Continuamente ricerco nel fango
una pietruzza.
Polvere e cenere fra le mie dita tengo e piangendo
le lacrime bagnano il mio volto.
I miei occhi osservano un sole
così lontano
che riflette,
così vicino ai miei piedi
un’ombra che non teme il gelo.

19.9.1982 Fibbiana

Lo Sguardo

Non solo saluto un dì illuso,
non solo fuggo il mondo venturo.
Calpestai speranze
che non più d’allora
in un tempo gridavano:
– ogni passato è presente –
Io, vicino al mercurio,
lasciai una terra antica
calpestato dalla speranza
tempo non più d’allora.
Ho sorriso un dì.
Io sono tormenta freddo e gelo
o sole, trafiggi le parole
poiché io salutai l’onda del mare.

 

23.9.1982 Fibbiana

23 Settembre 1982

Sono uscito correndo dal tuo dolce nido
poi ebbi l’impressione di averti portato via qualcosa di me
allora decisi di donarti qualcosa di nuovo, di bello di mio:
«Disimpara a leggere nelle parole altrui
la notte scende lieve
e dedica tutto il suo amore a mazzi di rose
piangi nel cuore di bocci floreali
che mai seppero partorir corolle».

 

23.11.1982 Fibbiana

Giovane Alito (Covigliaio Montebeni – La Casetta)
Giovane alito
verdi prati e rumori lontani.
Giochi di bimbi e tanti colori.
Azzurro,
grida e grandi abeti,
piccoli abeti e là in fondo le montagne.
nascondono
ruscelli, siepi, animaletti veloci.
Ma gli altri dove sono?
Forse qua vicino a me?
Io cornice ed anche cielo.

 

23.11.1982 Fibbiana

Giovane Alito (seconda versione; Covigliaio Montebeni – La Casetta)

Un giovane alito
carezza le orecchie.
Un quadro:
giochi di bimbi.
Un grande prato verde
un grande prato verde colorato
colorato di un verde che sembra vero,
anzi è vero.
Un cielo azzurro e i grandi abeti.
Davanti piccoli abeti.
Là in fondo le montagne.
davanti ai miei occhi le montagne.
Le grandi montagne che pascolano,
che gridano e corrono via
e nascondono dietro ali da giganti,
ruscelli siepi, animaletti da catturare solo con mani veloci.
Tutto questo è mio.
E gli altri dove sono?
forse qua vicino a me?
Qua vicino a me solo ombre.
Qua sulla cornice io,
gli abeti, il prato e le montagne, ed anche il cielo.

 

23.12.1982 Fibbiana

Ascoltandomi

Voi ch’errate per immensi spazi
non cercate il mio cuore
lungo ritagli di carnevali spenti.
I veri amori sono quelli
disillusi dal volto dell’amore
e nell’ebrezza del sole cocente
rivissero attimi perduti.
Mai più ti donerò ciò che avrei voluto darti,
mai più crederò di avere chiuso gli occhi.

 

20.2.1983 Fibbiana

L’amore degli Uomini

Amare l’uomo:
per cosa trascendere l’immanente?
forse per gioco?

nell’aria non è rimasto il dolore,
nell’aria è rimasto il vuoto.

 

25.2.1983 Fibbiana

Colpa

Talvolta dietro ad una parola esiste un’altra parola, magari con tutt’altro significato, ma che per taluni è la stessa parola, ed è proprio quella parola che cela un qualcosa. Così è stato per me. Così, per ricordare a me stesso, che nascosto, sotto effigie altrui, dietro un apparente forma esiste un tutt’altro contenuto.

Una parola così fredda
poi il mio cuore vivo
vicino agli occhi tuoi
mentre piangevi…

 

10.10.1985 Lugo di Romagna (RA)

Frequenta il Corso di didattica del Canto con il Maestro Gramigna nell’Istituto Malerbi di Lugo di Romagna (Ravenna)

 

anno scolastico 85/86

Frequenta il “Seminario straordinario per direttori di Coro

 

03/03/1987 Empoli

Formato complesso per musica da Ballo (liscio) I Cherubini

 

24.04.1987 Fibbiana

Attimi

Notte di pareti e fuoco di desiderio. Abeti.
noi per la prima volta
veramente bambini
riscoprire attimi di vita nascosti. E poi,
nell’incapacità di parlare percepire dita vive
piangere e gioire. amare la vita.

 

24.04.1987 Fibbiana

Il posto delle fragole

… non sono capace di dire il vuoto che è in me
Mare
Piove
Soli
Vuoto d’intorno
Poi improvvisamente
odio spesso fra i corpi
e sotto la pioggia cammino Solo
Assurdo vivere qui,
vittime,
loro povere vittime,
a loro non andrà meglio di noi.
Non voglio esistere solo un giorno di più di quanto io voglia.
Cammino.
Creare è vivere il bisogno di essere morto,
assolutamente e completamente morto.
Non aver paura.

 

24.05.1987 Fibbiana

Mujer

Tu ci sei arrivata
io no
cammino
non riuscirai mai a guardarmi i miei occhi ti appartengono non potrai mai vedermi
i miei occhi ti appartengono
Piangi acqua
Miei amici
vicini e lontani
grida di nuovo e brucia rugiada
Niente.

 

04.06.1987 Fibbiana

Quando ci cerchiamo

Poveri di noi stessi non siamo mai Vincere parole
custodire affetti
momenti distanti
ed altri bisogni
Un gioco ha sorriso solo da rinnovare pensieri.
La in fondo allo scuro poi ascolto ricerco mi assento rumoroso poi ancora
Stanco.

 

04.06.1987 Fibbiana

Uccelli

Nelle sere calde di primavera spesso osservo ombre di uccelli sul terreno che passano veloci.
Volgi lo sguardo al cielo
e scopri che questi animali sono solo ombre
che passano veloci.

 

05.06.1987 Fibbiana

Una Storia

Dobbiamo imparare ad essere amici
Alcuni fecero cose mai fatte
lo schiavo libero e il libero schiavo
Dissero tutti noi siamo amici
e poveri uomini ora anche nemici.
Dobbiamo imparare ad essere amici quando amici non siamo.
Raccontiamo bugie, proviamo paure quando alcuni dissero liberi.
Miei cari uomini verdi funghi
tessono reti
che puzzano e legano Il male a venire
già c’era davvero.
Se esistesse la guerra
allora saremmo lontani davvero se esistesse la pace
allora ancor più lontani.

 

06.06.1987 Fibbiana

Unico Sentimento

Un unico sentimento ci vuole uniti
è un sentimento misto di felicità e disperazione che nel tempo si rinnova
e nel tempo muore.
Un unico sentimento ci vuole uniti,
ci fa credere uomini, ci fa sentire uomini, è un sentimento dolce e amaro
figlio dei fiori di questo mondo.
Un unico sentimento ci vuole uniti,
i miei occhi che osservano i tuoi occhi che piangono e sorridono.

 

07.06.1987 Fibbiana

Vecchi

«Oggi ho permesso
a mani di fata
di carezzare la barba oramai bianca»
Negli occhi dei vecchi brilla una luce
di lacrime aride. Per forza sorridono

 

07.06.1987 Fibbiana

Corolle Calpesti
verdi
 corolle
  uccise
   da muffe
    di funghi
     e di tempo.

Impara
a correre
 altrove
  ove
   non esistono
     fiori.

Solo
verdi
 corolle
  e cielo
   senza stelle
e giallo.

 

07.06.1987 Fibbiana

Lealtà

Chissà dove andremo
quando tornerà il giorno?
Tu ami pescare, dove andremo? Se saremo vecchi
ed ormai quasi morti
ci riposeremo
Sul ciglio della strada rimarremo seduti.
Se viviamo abbastanza
per arrivar ad esser vecchi
due millimetri di aria togliamoli e non compriamo quello che ci appartiene

 

07.06.1987 Fibbiana

Notte di Buio

Signora paura
ti ho stretto forte al mio corpo
Ascolto!
Incapace di esserle amico
paura non c’era!
Osservo felice le mani vuote
sorridente sono scappato via.
Poi dietro l’angolo
ho avuto paura.

 

08.06.1987 Fibbiana

Ho comprato qualcosa

Ho comprato qualcosa
un bacillo di neve
un bacillo di male
Ho comprato un sacchetto, un sacchetto di sale.
Dove corri coniglio
il vento portava
polline dolce.
Ho comprato qualcosa per vendere il mio cuore e provare chissà.
Dove corri coniglio
la pioggia ha bagnato le verdi corolle
Ho comprato qualcosa che era già mio
sono stato fregato.

 

09.06.1987 Fibbiana

Venere

«Quando l’amore
scese sulla terra
mi prese per mano
e disse:
cammina vicino a me
così imparerò a dimenticarti
per cercarti ancora,
allora mi sentirò importante
e tu dimentica,
per essere importante:
di essere uomo.

 

13.06.1987 Fibbiana

Poesie

Dobbiamo imparare a leggere
fra le righe ciò che conosciamo,
senza spiegare quello che è successo.
Dare e scendere in fondo
per sorridere del male altrui.
Ho finito.

 

16.6.1987 Castelnuovo di Garfagnana

A mia moglie Doris

Bisogno di musica
le tue labbra si muovono
io, profondamente nascosto, osservo.
Odio da sempre l’amore che è mio.
«che cosa sarebbe rimasto di questo amore che geme»? un desiderio cupo,
forse più scuro della notte e del silenzio.
di nuovo osservo
ciò che sgorga dalle tue labbra.
Questa terra del suo volto:
– Sii felice che lo sono anch’io –

 

16.6.1987 Castelnuovo di Garfagnana

Castelnuovo

Luoghi
distanti
momenti comuni
vicini.
Ho cercato qualcosa per te
atomi di attimi
di spazio
per un tempo a venire
per un tempo fuggito
Poi solo.
Un tempo passato.
Consueto dimentico.
Ho cercato qualcosa per te
bambino da non riuscire
a dimenticare spazi lontani
che non ci riguardano
che non ci appartengono
che costruiscono muri
e pareti invalicabili,
assurdi.
Per un tempo a venire per un tempo fuggito.
Poi solo un tempo perduto.
Ho cercato qualcosa per te
lo spazio ci unisce, il tempo ci divide.
Poi solo un tempo passato.

 

16.6.1987 Castelnuovo di Garfagnana

Ingenuità

Guerriero dei poli
giungi alle spalle della mia ombra laddove ritrovi la mia carne
pastore di anime
– sangue caldo di donna –
Ora le montagne ti sono amiche chiare lacrime, grandi quanto il mare.

 

24.6.1987 Fibbiana

Un Attimo

O morte che fuggi da queste mie ossa
tu sola luce della mente
ora splendi pura come la mia anima
Disseta questo vagabondar su acque
che non bagnano alcuna gola.
Fiabe o leggende del mio cuore.
Giochi di bimbi che inseguono il tempo
estasi di grida presenti cullano il vuoto.
Saetti lanciata da corde di luce
un giorno ti amai

 

29.7.1987 Fibbiana

Biasimo

Sto distruggendo
l’ultimo grido di questo mio corpo, orrenda vendetta
non più un domani
bensì un eterno presente,
Cancellare
l’ultimo mio desiderio di appagamento diventerò
il padrone del mio corpo.

 

29.7.1987 Fibbiana

Notte

Dolce e mesto sonno
non fosti creato per render cose eguali – così parlò la notte.
Per questo ci sono già io e tu lo sai,
tu, o amore degli uomini,
porti felicità,
perseveranza di una vita vissuta
che fa male ed ora riposa
Così i miei occhi videro il sole,
apparve per un istante e mi accecò.

 

15.5.1992 Marina di Castagneto

A presto

non solo con te vorrei parlare,
non solo con te vorrei amare,
ho paura lo sai.
Quando ti amo io vivo.
A volte di te ho paura.
Non lasciarmi solo,
il mio bisogno è amore.
Ritorna a me vicino,
ma spesso non sono capace
di dirti il vuoto che è in me.
Vorrei fuggire e non incontrarti più.

 

4.4.1993 Marina di Castagneto

Occhi

Occhi che cercano in un corpo annoiato qualcosa di vivo.
E poi all’improvviso mi riscopro insieme capace di sentirmi.
Ti vorrei qui ora.

 

4.4.1994 Fibbiana

Talvolta

esistono cose
talvolta
che non sappiamo spiegare,
altre,
che non vogliamo spiegare.
Inseguiamo le orme di un vecchio cammino lentamente
assicurando il piede nel punto giusto
per non cadere.
Fuggo prati ombrosi
questo alito non ama orti di reliquiari.

 

11.9.1994 Fibbiana

Qualcuno …

Qualcuno che ti induce a cercare dentro di te qualcosa di bello e di puro.
Camminare sorridendo fino infondo a me stesso, con intelligenza gustare il bello.

Talvolta intravedo una luce che con forza irrompe.
Vorrei che la follia si liberasse e la follia equilibrio.

E’ vero:
possiamo imparare assieme,
scrivere e raccontare,
siamo schiavi e liberi nello stesso tempo,
in schiavitù liberi dai liberi, in libertà liberi dagli schiavi.
Un giorno comprerò un quaderno e su di esso scriverò tutto.

Quasi sera
una mano mi racconta
di animali che cantano
e di uomini con il loro paradiso.

Così lontana è la luna».

 

4.11.1994 Fibbiana

… (Sequenza)

Una canzone
che nel cuore rinnova
scende nel profondo
sapere e sentire ciò che cerchi,
qui nelle mie mani il tuo cuore e le mie lacrime.

Tu che piangi forse gioia
io ti capisco tanto.

 

20.11.1994 Fibbiana

ImprovvisaMente

Improvvisamente tutto è diventato più dolce,
dentro di me serenità e non più voler cercare o fare.
Ti prego credimi,
quando ti dico che sono felice è vero, credimi;
anche tu,
dentro, devi essere così.
Penso all’essenza dell’acqua,
ora sono calmo e felice.
Grazie.

 

25.11.1994 Fibbiana

Scivendo

Scrivendo piano piano, spero che non mi sia passato il dolore,
pensare sempre più lentamente,
scomparire nei pensieri,
un dolce vuoto,
cercherò di dormire.

 

25.11.1994 Fibbiana

Canzone (a te fedele)

Ho bisogno di silenzio
troppi rumori e suoni mi circondano. Un’alba sorridente,
parlavo di te:
mi insegnavi a non temere.
Poi tanta nebbia,
io e la mia auto soli nella strada.
Sono molto stanco, credevo di riuscirci,
solo ora ti capisco quando dici
che questa è l’ultima volta,
l’ultima possibilità.
Ma perché la tua stanza
quando parliamo deve rimanere chiusa?

Qualcuno ci chiama
ci vuole insieme
e noi soli, dentro di noi in questa stanza.
Credimi: tante cose di te mi sono chiare anche quando mi parli
anche quando sottintendi cose:
anche quando dici di accompagnarmi felice alla stazione.

Se veramente la felicità ha radici sulla sofferenza,

che non sia quello che credo e che sento,
perché più non mi basta piangere.
Questa volta mi ha accompagnato per tanto tempo,

altre volte solo un attimo.
Li dentro la nebbia ho visto volti amici:
un camion, un binario.
E’ così vero
quello che ho sentito
quando abbiamo lavorato per la prima volta insieme:

«ti hanno mandato a prendermi:
– non temere obbedirò -»

 

25.12.1994 Fibbiana

Sto solo aspettando il momento di abbracciarti.
Tornato allo stesso punto
chimica della chimica
con stupore camminare in mezzo a stessi
identici ed intatti
che il tempo aveva addormentato.
Con stupore mi osservo
lo stupore ho lontano però
del dolore,  buffo tutto questo.
Mai ho pensato di volerti lontano
Sgomento nel tacere che tu puoi farlo.
lo sento, saremo felici
ma non faremo pazzie, saremo follia!
Voglio ricordare alcune cose,
come quando tu diventavi
seria a sentire di noi
io più forte ho fatto così.
Si io sarò come vorrai tu
posso tornare indietro come prima,
oppure andare avanti, sempre di più
nella direzione di averti vicino.    
Tu puoi costruirmi,
fare di me quello che vuoi.
Vuoi conoscere questo mio bisogno di te
Ma solo nella direzione di stare sempre di più vicini.

 

 

25,1,1995 Fibbiana

25 Gennaio

… e poi
lassù in alto
lontano s’incontrano,
si abbracciano
e vivono.
Il nostro merito?
atomi che si combinano.
… e poi
dopo di noi Poi.
Tutto
per conseguenza
succede e accade.
… e poi
lassù sospesi.
Liberi e trasparenti,
con immensa delicatezza vivere,
saper cogliere la carezza della mano,
tutte le volte.
Ed il nostro impegno?
non metterci niente,
ma essere,
cogliere ciò che siamo:
due atomi vivi, puri e limpidi che s’incontrano.

 

27.1.1995 Fibbiana

Due giorni dopo

Ora non è più come prima
Giuseppe non è più qui,
è partito.

Fino a qualche giorno fa
questa stanza era piena di lui,
per volerlo bastava chiamarlo,
e talvolta aspettarlo.

Ora è in cammino
un lungo viaggio lo aspetta:
così è nella sua testa
e finalmente nel suo cuore.

Chi lo vuole,
chi ancora desidera parlargli
… Giuseppe è in cammino,
è partito, non è più qui.

 

23.3.1995 Fibbiana

Lettera d’amore

Diffida di chi dice e sente l’importanza,
come quando sei qui e lavori altrove
come quando dici di trovare,
con la musica, uno spazio,
un equilibrio,
Io voglio stare solo,
ho bisogno di stare
solo con chi nella musica non trova spazi,
il cuore non può fare come la mente,
essere qui e altrove

 

23.3.1995 Fibbiana

No! Non Scappare

Qualcosa che dentro e profondo
scopriamo negli attimi di noi,
ancora atti che poi,
con essi e di essi,
un egual divenire
ancor più lontano
più lontano ancora.
Immensa mia essenza:
della terra più vasta
del cielo più forte
del fuoco più fine.
del nulla del tutto
del tutto del nulla
del tutto del nulla
del nulla del tutto.
del tutto del tutto,
del tutto più nulla

 

30.3.1995 Fibbiana

Guarda: Li ci sono anch’io

Qualcosa che dentro e profondo
scopriamo negli attimi di noi,
ancora atti che poi,
con essi e di essi,
un egual divenire
ancor più lontano
più lontano ancora.
Immensa mia essenza:
della terra più vasta
del cielo più forte
del fuoco più fine.
del nulla del tutto
del tutto del nulla
del tutto del nulla
del nulla del tutto.
del tutto del tutto,
del tutto più nulla.

 

5.4.1995 Fibbiana

Spezzandomi

spazi di tempo che si aprono,
nel mio tempo muoiono
e con me il mio tempo.
Lontano dentro la mia carne
tutto scorre veloce e acquista velocità.
Nel nero precipita, blu solo fuori è stato.
Il mio tempo consuma il tempo
ancora più giù fare spazio al vuoto.
A te vuoto arriverò ed andrò oltre
fino a raggiungere l’oggetto.
Io dentro vuoto per apprezzare te.
Aspettando l’ora muore il mio tempo…
ora misuro il tempo… del poi nel mio spazio
tenervi vivi tutti come fiammelle.
… nel mio vano sperare per gli altri
c’è il mio morire.
Tutto è sempre troppo presto.
Rimanere dentro e vivere
nel mio nulla vedo il vivere
e nel prima di me?
Che differenza c’è.
la perfezione di due eguali che si perdono
solo nudi, due eguali sono eguali.

 

30.4.1995 Fibbiana

Il Sette

Foglio Primo
nel mio letto di mattino
ho visto la tua parola

Foglio Secondo
il bisogno di fare un grido
ero battezzato

Foglio Terzo
le prime parole maschili
quelle femminili ed i segni

Foglio Quarto
somma delle luci
ho visto

Foglio Quinto
piccola paura
ora ti credo

Foglio Sesto
ora sono te
donna e uomo quindi non donna

Foglio Settimo
così perché una costola
chiude la distanza

 

10.5.1995 Fibbiana

Risveglio

Gli uccelli che cantano
e poi addormentarsi quando il prima della notte dice ora
Io ed i rumori che non dormono
se l’uomo scrive non disegna piante
il lavoro che si vede e poi la donna
Francesco ha sposato un Americana.
Spazio, tempo, uomo donna, notte  e giorno
Uccelli, silenzio, pochi uccelli: le colombe
… per svegliare la mattina
alcuni animali alati vivono in coppia
uomini roccia
il gatto e lui che amava i piccioni
il senso degli alberi con la colomba che ritorna
buono con i buoni e poi gli altri
folle colui che traduce chi parlava agli uccelli
un animo gattato anima di gatto
uomo molto lui donna
fratello donna cognata uomo
Gli uccelli cantano per svegliarsi e ritrovare l’amore per cantare

 

13/05/1995 Fibbiana

Una sintesi forte di tutto quello che ho detto
riorganizzare tutte le forze espresse fino ad ora
parlare a tutti quelli che potranno udire
un appello in estremis, l’ultimo appello
un forte grido
che colpisca chi che dorme,
colui che fugge
che ricordi a chi ha dimenticato
che infuochi chi danza,
che infiammi chi lotta
che di nuovo si risplenda
che il fuoco bruci chi è spento
che il fuoco sia fuoco
che la danza sia danza.

 

21.5.1995 Fibbiana

Il migliore Amico

Dentro, tagliando uno spazio
nasce il tempo del tempo
e gli occhi vedono immagini

Cammineremo vicini
un ponte e catene di miele
ci rendono simili.

Poi luoghi distanti, spazi diversi:
un tempo unico
ci ricorda chi siamo.

Se il tempo ritrova
ritagli di spazi
ora gli occhi vedono un amico

 

22.5.1995 Fibbiana

L’Arancione

Dove gira e come gira,
Satellite o pianeta?
Stella o Terra?
Fuoco di luce e fiamma arancione.
Quando gira vede?
Se vede cosa sente?
Se sente cosa dice?
Se dice cosa vuole?
Se vuole cosa fa?
Se fa quando sente?
Se fa quando dice?
Se fa quando vuole?
Se fa quando fa?
Dove gira e come gira,
fuoco di luce e fiamma arancione.

 

22.5.1995 Fibbiana

Passavano le Stelle

E poi passavano le stelle,
le stelle che cadevano
ed io sognavo che un giorno
poi tu eri li con me.

Lo spazio era per te regina
in ogni posto ed ogni luogo c’eri tu.
E poi ricercare persone che amano,
ma nessuna sei tu.

 

26.5.1995 Fibbiana

Due più Due

Tanti regali dati mai voluti
voluti per forza quindi mai dati.
Ha ripreso i suoi fogli dopo la cassetta
tante parole d’amore, un amore mai vero.

Solo con il tuo corpo ti sai misurare
tu che solo dello spazio volevi vedere
del tuo corpo prigioniera sei rimasta.

Allora un contratto ci volle felici
una formula nuova per sparar poesie
a folletti di carta, di vetro e bottiglie

Nel cielo consumato il canto di un vecchio appare beato.
Ad una mamma lontana il pianto di un uomo
è come un vecchio gallo che rimane incantato

 

26.5.1995 Fibbiana

Se la notte parlerò

Non sarò ubriaco, non sarò pazzo
una festa faremo, una festa importante
leggerò nel mio segno il peso del tempo
toccherò le mie dita che vive saranno,
ma questo domani, ora amici vi amo

 

27.5.1995 Fibbiana

Una Margherita

Una piccola margherita che appassisce
è un fiore reciso donato
è un dono che porto con me,
mi da il senso del tempo.

Una candela che brucia
un piccolo fuoco, un rito consumato:
un rito ritrovato.

Il sogno di un sogno è un sogno
ritrovare me stesso sempre
non dimenticarmi mai
scendere infondo e fare il cammino

Troppi rumori e suoni mi circondano,
a te fedele sarò.

 

28.5.1995 Fibbiana

In Quei Prati

«Qui nulla e tutto
e noi che non possiamo divenire».
Occhi mi ascoltano e un lieve alito mi accarezza.
– Cosa importa incontrarsi prima o dopo?
forse a noi importa qualcosa? –

 

6.6.1995 Fibbiana

Dove ti ho incontrato,
il cammino fatto in un prato dove bisogno di cercarci non c’era;
ora mi dici «questo è un bacio da uomo»:
una ferita mi ha aperto il cuore.
La rabbia cieca delle donne …

 

13.6.1995 Fibbiana

Stagioni

E poi di nuovo camminare
non poter voltarsi, il vento è forte
Ho lasciato un posto bellissimo:
il giardino di casa mia.
Qui nella mia terra non mi hanno voluto
dicevano che facevo del male
ascolto.
cammino come su una giostra che ruota
infiniti cerchi ruotano su me stesso,
da me stesso e per me stesso
Il cammino è lungo e forte è il vento.
Lo ritroverò, lo so: sono forte
il ricordo è con me:
è dentro di me.
Vento forte ed inverno a venire,
cammino solo ho tanta forza.
rinasce
riposo
diverso
distruzione del vecchio

 

11.7.1995 Fibbiana

11 Luglio 1995

Lungo la strada del ritorno
ancora il sole splendeva li,
il grande occhio circondato di luce,
osservato osservava;
attimo dopo attimo, momento dopo momento.
La forza della parola “Sole”
dopo che l’ ho sentito
dopo che l’ho visto
dopo che l’ho nominato.

 

12.7.1995 Fibbiana

Ritrovarsi
con sguardo chino a terra
osservare il rumore di una boato
una bomba che arriva dall’alto,
che colpisce dentro
ed esplode.
Prima la certezza di un qualcosa di noi
Poi occhi di luce:
piccola forte grande luce
distolti, ma sguardi mai confusi.
Forza,
Tanta forza oltre la volontà della forza
un segno per ricordare
che su questa strada
solo si cammina insieme:
segno del vuoto
come quando ci si incontra
così come ci lasciamo
con il sentirsi mai incontrati prima,
ma incontrati da sempre
così lasciati, come un rimandare a un dopo
che con sorriso quel dopo mai più verrà.

 

14.8.1995 Fibbiana

Rosignano

sabbia
verso mare
e poi le stelle ed il vento
e di nuovo il mare
a piedi nudi, nudi piedi ancora nudi
la sabbia calda della notte
fredda del mare
e paesi vicini e lontani
sorrisi confusi
lontane montagne colline
gente vicina, ma lontana
e poi la notte, ancora la notte
la notte che da vita ad un lontano giorno
giorno che vive insieme e lontano alla notte
un paese lontano, insieme nella notte
e poi di nuovo carezzare il mare
che libero…
di nuovo carezzare la solida superficie
del mare libero dal mare
carezzare la sabbia, il vento
e le lacrime
e le stelle
che lontane…
e le nubi sole perché lontane
che non si sentono
così lontane che non vedono
dove così lontane,
ancora prima c’è la notte
e poi ancora camminare
fino infondo al mare
dove le onde ti bagnano i piedi
e poi di nuovo sedersi infondo dove c’è il mare
per poi alzarsi senza più nulla da dire
da sentire da vedere, tornare alla gente
vicina e lontana,
e poi infine uno sguardo dove la luna
oramai è fuggita.

 

13.3.1996 Fibbiana

Vado da Vittorio – Vado da Roma [di COGNOME: DI COGNOME]

 

Esistono le parole poi ce ne accorgono.
Il popolo che sa leggere dentro la testa.
la Te-sta gli altri forse Pópòlì
Non c’è da aver paura perché esiste anche lo scritto.
Che tipo di scritto?
Questo.
E poi in equilibrio con un sorriso passando vicini usciremo
paralleli verso l’altra luce.
Questa poca energia è rimasta per lo sguardo:
il vederti,
il fare un sorriso,
il camminare: -trasparenti-.
E voi che eravate amici, poi non eravate, poi che potevate ancora, … ora create un cuscino che piume leggere che sorreggono.
A volte d’improvviso di nuovo pesante,
ma laggiù infondo leggero,
leggero, leggero, altri diranno leggerò.
forza del camminare: da Vittorio; DA ROMA
non più piccolo mistero.
Io punto del tempo muovo lo spazio.
A sempre quando scrivevo non ero mai contento, AnZi.
Giallo. Gi-al-lo. GianVioLA. [pAROLà]

 

26.3.1996 Fibbiana

e mettere tutto in uno scrigno segreto

E mettere tutto in uno scrigno segreto per mantenerlo,
conservarlo e di nascosto sorridendo soddisfatti insieme leggermente aprirlo sorridendo.
Non è mio perché non è tuo.
Non è nostro perché è di entrambi e sorridendo soddisfatti questa volta conservarlo.
Come in un scrigno segreto sapere ciò che mettere e conservare. Qualsiasi cosa utile per il viaggio.
E Poi di nuovo ascoltarmi tutto,
il mio corpo compreso e non potermi ascoltare perché non sono più solo anche se solo lo sarò poi.
Mai ora sarò solo perché solo non sono stato.
Ascoltare anche il cuore, ogni piccolo battito del cuore che anche lui sapendolo un colpo lo batte più piano, delicato, timido. Non per disturbare, ma solo per non esser violento per dire che anch’io cuore ho un cuore.

 

6.4.1996 Fibbiana

Il piccolo Ciricì

Lo sforzo della musica Cristiana
contro la tradizione orale
le linee il rosso il giallo
e una linea che non basta.
Nessuno più del falco
sa quanto il falco
ami la preda che uccide.
Uccelli liberi e sentirli cantare.
Volare
Conoscere la propria natura e la libertà più assoluta.
Questo silenzio non sarà vano
grida orribili e mute irrompono nel riverbero della notte.
Lo spazio non è vuoto.
Tu leggerai
e avrai la capacità di leggere
ed arrivare all’ultimo laggiù,
qua all’orizzonte.
Imparo a tenere la forza
e a contenere la mia forza.
Il falco mi appartiene.
Il falco ora scende in me
Il falco ora mi appartiene.
Distruggete il mio ciricì
e nel distruggerlo io vedrò il vuoto

 

6.4.1996 Fibbiana

Sabato

D’insofferenza alcuni andarono
poi quando altri quasi videro
inseppero e vinsero
Ma lui poi lui
con altri che come lui conosceva
e ora ha riconosciuto
come tornare poi da un ritornare.
D’insofferenza alcuni andarono.
E Poi Magnifico che io mi cerco
e al mio posto il vecchio
oppure il mio vecchio a posto
non ritornerò
quando il ricordo è più forte dei ricordi
E poi ancora e a volte uno sguardo
oppure sguardo
direzione
delle parole
azione

 

7.4.1996 Fibbiana

PS!

.Non invoco la morte che invoco a venire
o insondabile ora non sei.
Nella notte di voci di fuga
non affretto il passo pesante
e leggero, ancor più leggero.
Sarai tu fantasma che incontro sperduto
occhi di luce
mare lontano
sole di vento
cipressi di pino.
pietre rotonde al mio letto.
.Non invoco la morte che invoco a venire.
Ora io
fermati un atto
fermati un atto
 fermati un atto
Tutto è già successo.
Quando fermarti
con un sorriso mi schivi
e tutto ritorna così normale
Che grido di vero ora.
No! Non invoco la morte che invoco venire.
Svolontà del fare
Il mio per rimanere.
Si ti distruggerò e ma prima del poi
e non adesso e non più nell’ora

 

16.4.1996 Fibbiana

Che ora sei oltre la luce lo sai (Il tempo non ha direzione)

E poi un po’ prima del pianto
raccogli le lacrime.
Se lacrime non ci saranno
non cercare il grido.
Tu sentirai tutto un po’ prima
raccogli la forza del grido,
raccoglila un po’ prima
e brucerà il fuoco
che incontreremo delle capanne brucianti
dagli altri incendiate.
Che sei oltre la luce ora lo sai.
Vai ancora e poi vai, la forza del contatto
vai ancora e poi vai
che oltre la luce un corpo

 

7.9.1996 Fibbiana

Lettera per Gioia

Io chiedo permesso e attraverso
se mi è permesso di attraversare.
Lascio loro ciò che mi è chiesto
e se qualcuno è  essere
qui avviene lo scambio.
– Poesia “atomi” –
Continuo il cammino portando nel cuore
ciò che è.
Il tempo carezza lo spazio
– @ –

 

7.10.1996 Fibbiana

Così vicino

E tu donna che parli
con la bocca di 10, 100, 1000 donne
Ti ho udito.
Ho udito il tuo sguardo che mi osserva:
1, 10, 100 mille donne.
La tua carezza é lieve
il vento soffia qui e altrove
dove altrove non è vento
non è luce. E’ Fatto
E tu donna
1 , 100 mila donne

 

22.10.1996 Fibbiana

Ho visto genti

Ho visto genti diverse,
popoli in amore ed in guerra,
ho visto la lotta nascosta nel cammino.
Energie concentriche e saperi espansi.

Ho visto,
ho sentito,
ho scelto.

Ho sentito la tua atmosfera,
la tua sfera di atomi in quantità di quanti.
uno ho visto fuori dentro di me,
due ho visto il mio tuo sentire dentro di me,
tre ho percepito la tua sfera.

Continua a cercare e presto ti prego.
Lo spazio fra me e la tua testa formato da teste rumori e ambienza,
fra lo spazio
fra me e la mia mente,
terra di mani
e una nave partita dal posto d’arrivo.

 

03.03.2011 Luserna San Giovanni

3 Marzo 2011 … ieri e domani …

Ci sono persone di SUCCESSO
io forse una persona di SUCCEDERà

… tutte persone che abitano questi due giorni impossibili
ma noi, …
di tradizione occidentale, …
quindi volti a quel sole che declina
siamo prodotti di un pensiero passato
e la nostra storia ci sorregge,

per questo torno ancora a dire
quanto io, …
nonostante tutto …

 

22.03.2011 Luserna San Giovanni

La primavera del giorno già iniziato

tu, spesso somigli ad una pausa con corona …
ove ascolti il suono appena terminato, che entra, fondendosi, nell’etere,
poi un attimo di benessere, di puro silenzio e sola con te stessa …
quindi uno slancio di energia e luce che precede la nuova frase …

forse per questo le principesse portano la corona …

 

25.05.2011 Marina di Castagneto

Voltai ed incontrai la prima

per la prima volta
la prima volta

 

8.6.2011 Luserna San Giovanni

Aria dal Cantico dei Cantici

….
dove risplende adesso il tuo sorriso,
e dove lo stai portando?
Tutto l’universo che ti circonda gioisce della sua forza.

Buongiorno meraviglioso compagno di strada.
Il mio sorriso è ovunque, perché tu sei con me.
Ora è luminoso, da quando è apparso il tuo nome:
dimmi anche tu quanto è magico:
non aver paura

 

21.06.2014 Fibbiana Paroles (Alma):
un giorno SorridEndo si dice che il “vero matrimonio” l’uomo lo faccia quando muore, perché sposa l'”Eternità”

una mattina sorrisi a questo pensiero
quando nascendo, mi accorsi di essere già sposato.
Da quel giorno scelsi di continuare a sorridere e camminare lungo il sentiero del mio destino
seguendo i suoi segni e le sue tracce, come si fa per ogni e qualsiasi sentiero
A volte “errando” lo perdevo e camminavo altrove lontano dal mio sentiero e quindi dal mio destino, lontano segni che dipingono il percorso
in modo fisso ed ostinato guardo e seguo questi segni grandi e chiari che indicano il mio sentiero

quando nascendo ero già sposato

06.08.2014 Ceresole Reale Paroles perMAurizIO concepiti

mi dicesti
che non nasciamo liberi,
ma che possiamo diventarlo:
liberi di morire …
(

tu puoi questo
io
no
)

07.08.2014 Colle del Nivolet Paroles             

in silenzio,
lo sguardo percorre e carezza una pietra,
liscia …

una crepa …
una crepa che rompe la pietra …

il mio sguardo percorre …
ancora carezza la pietra …
e,
oltre la crepa
su essa lo sguardo incontra piccoli licheni gialli,
prime forme di vita … (gialle)

ove termina la pietra
il mio giardino …

verde …
un piccolo giardino “zolla di muschio”
con questi fiori rossi, e bianchi
rossi, bianchi e profumati,
profumati come il sangue del mio cuore …

ancora oltre … percorro
assieme allo sguardo, continuo …
un sentiero, … adesso un sentiero …
che confina e delinea … piccolo giardino
un sentiero al suo fianco,
lungo ed infinito …

al fianco del giardino
corre un lungo marrone sentiero …


(tutto questo
lo dedico a quella piccola zanzara,
incontrata poco prima
sulla bianca superficie del ghiacciaio)

19/01/2015 Castelnuovo di Garfagnana Paroles l’uoNo Dalla profonda musicalità dell’animo si avverte
una presenza continua di sorveglianza e coraggio di vivere.
Pensieri riflessi, parole echeggianti al volto dell’Infinito.
Il mondo interiore, di silenzi e malinconie,
col tepore del tramonto rimanda alla riflessione,
al nuovo nascere di un giorno che ritorna…

 

08/05/2015 Fibbiana Paroles 11 Luglio 2011 Eze
vissuto e sentito
camMINATO, esplodere ancORA io      PERSOna:

mi ha preso per mano,
portandomi sull’orlo.

Saltare
nell’abisso non è assoluto
in tanti abissi
Saltare in fondo le sostanze materiali degli abissi
fatti di materie diverse.

Stravedere come,
giunti in fondo all’abisso,
si apre l’abisso
del corpo leggero più l’inerzia …

solo lui poteva farlo.

 

08/05/2015 Fibbiana Paroles 2 Gennaio 2012 E SOLO CON TE

milioni di occhi ci stanno osservando
osservano il nostro unico e puro amore
il nostro abbraccio e fondersi.

oMAGGIO più grande alla terra
non poteva essere fatto

ti amo amore infinito
più forte e profondo di ogni fuoco
ti amo amore eterno
più forte e profondo di ogni tempo
ti amo amore luminoso
più forte e profondo di ogni spazio

m’infondo in te
nel silenzio in te
occhio del tuo incantesimo
statue del nostro eterno tempo.

 

09/05/2015 Fibbiana Paroles AV? il mio sentiero:
una piccola carrareccia sterrata che si chiama “Verità”,
un piccolo ciglione che la delimita: si chiama “Libero”
… della felicità non ho mai visto
cartello o ombra …

 

15/05/2015 Fibbiana Paroles The Visit una porta senza maniglia, che si apre solo con la chiave
da una parte c’è della luce
lo sguardo vive di speranza,
attimi di tempo e spazio ove ancora tu
dentro e fuori sei il protagonista
adesso guardando

15/05/2015 Fibbiana Paroles costruendo un Uomo Vedovo pensiero
idea
azioni,
anche non essere
quindi

la meta non era così distante
quanto la mia

passato
momenti
azioni,
al tuo stare
io no

mai in alcun momento mi sono riconosciuto
vedovo di me stesso

vedi un errore
e poi momenti:

lo specchio:
il vicino tanto quanto il lontano

 

17/08/2015 Mar Tirreno Diario in MAre – il gerME del nulLA … sto passando davanti alla Corsica,
un profilo adagiato su una linea …
mi son sentito dire
– bisogna che mi difenda –
e poi ho pensato a te:
auguri Babbo,
oramai, come del resto,
questo giorno è sempre stato importante …
non avrei mai creduto e pensato
che un giorno fosse stato così …
ma tu per primo, come tutti coloro che mi hanno voluto bene
mi avete sempre insegnato a non credere nelle aspettative,
da giorni sto osservando tutto dall’alto,
dall’alto come vista,
dall’alto come “tempi” …
ho pensato che oltre il buio,
dove il buoi è ancora qualcosa
il vuoto assoluto – cercavo, (una parola sbagliata)
come può succedere qualcosa dal nulla,
come se il germe del nulla non esistesse …

 

 

06/09/2015 Fibbiana Paroles a mio padre qui … ed aspetto.
Sentire qualcuno che torna da un lungo viaggio,
percepisco la sua presenza che si avvicina
sento la mia voce al di fuori di me,
lontana e presente,
come in altri tempi nello stesso luogo.

 

19/01/2016 in treno Paroles dalla terra nevica sul cielo Hai donato movimento
al nostro punto fermo …
questo

 

24/01/2016 Castelnuovo di Garfagnana Paroles qualcosa di già Letto dove il manto del desiderio
avvolge il movimento

giunto in uno spazio certo
osservo, ascolto,
sento, vedo …

adesso la sua voce
è qui,
dietro e davanti a me
duplice
che felice
corre verso la sua figura

il sole,
il mare,
la spiaggia:
aura della memoria

08/02/2016 Fibbiana Paroles senza musica canzone un sentiero già disegnato,
dove noi abbiamo percorso
e donato il nostro tempo
e spazio altrove,
ad altrove che non poteva essere il nostro:
mai lo sarebbe stato,
il nostro di noi stessi
e
di noi medesimi

 

19.03.2016 Fibbiana Paroles π         … π         …
non solo due volte,
ma neppur una,
poiché il pensiER è così tanto puro,
che dal pensato al movimento corre un vuoto,
che per conoscER
devi catturar la velocità,
della velocità esser PA’drone.
Non tanto il tempo che corre,
ma il tempo stesso quale spaZIO …
a mio padre e non solo …
da quella isola che non c’è
che par giuseppe …

 

02.04.2016 Fibbiana Paroles il giardino della mia prima comunione mi solleverò da terra,
come da sempre ho sognato
vi guarderò da lassù, dall’alto …
vagherò nel mio giardino
dei miei nulla sarà lì,

i sentimenti di allora
sono ciò che non conosco…
di questa vita solo due cose ricordo:
il pianto di mio padre e mia madre,
prima di morire …

 

09.04.2016 Fibbiana Paroles il posSesso_(t) nella verità delle utopie,
la libertà e gli umani diritti,
sono qualcosa difficile da sostenere
nelle utopie della verità …

 

13/05/2016 Italo treno firenze – roma Paroles il Loto del pADRe curerò quella fonte
dove erbe silvestri si affacciano curiose e prepotenti ai suoi bordi
amore …
intorno a me c’è il vuoto
sei come un fiore di loto in una palude

Mi manca tutta una vita con te …
La nostra vita adesso … che ti ho riconosciuta,
(tempo dei tempi, spazio degli spazi)
una virgola ci volle distanti
mia stessa anima,
gioia e dolore …
le tue lacrime e i tuoi sorrisi sono le mie stesse lacrime,
gli stessi miei sorrisi.

Amore splendente …
il tuo dolore è il mio
ascoltalo, lo stesso

il polline del loto che si levò al cielo
cadde su un lapis che scrisse altrove
su carta bianca
occhi antichi, da padre
leggono questo scritto
che sta chiudendo un libro
che è tutta la mia vita
che sei tu … tu mia vita

la visione di quella gerusalemme
che nell’apocalisse e nella risurrezione di tutti i corpi
fu disegnata e fotografata …
la tua mano è qui,
vicino alla mia

 

 

21/05/2016 Fibbiana Paroles giRanDOLA un giorno,
il vento,
raccolse la girandola della mia vita,
la posò
sul prato,
ed essa divenne fiore …

 

23/05/2016 Fibbiana Paroles neve dono anima
corpo
, spirito

lacrime di gioia
come fiocchi di neve sul prato
colorano
tE
.

 

16/06/2016 Fibbiana Paroles ÀTOPON            Già nel vuoto nulla
ti amai e ti amai nella visione e nei sogni,
ti amai quando incontrai la tua parvenza e poi la tua persona,
ti amo adesso amore mio nell’ora dell’eterno presente,
presente che, come sole con la nebbia,
cancella il tempo del poi e lo spazio del dove.
Tutto qui ora,
mirabile paesaggio immortale,
strada e cammino … mia amata bella

 

18/06/2016 Fibbiana Paroles solo due versi Ho raccolto nel giardino di mia madre
dei fiori per te amore mio
e solo due versi, per te amore mio …

 

03.11.2016 Fibbiana Paroles all’improvviso cANTAI mio caro pettirosso, dolce anima,
come la resina di un pino che fuoriesce dal ramo ferito,
così il tuo corpo trasuda dolore,
la tua ricchezza è l’amore …

 

04/12/2016 Castelnuovo di Garfagnana Paroles L’Olifante Il guerriero arrivò sul luogo,
della battaglia che era già terminata.
Poté osservare le cose morte
che erano nate,
e quelle vive mai nate,
ora così da vicino quasi a toccarle.


L’inizio ancora non era terminato,
anzi forse ancora da cominciare.

 

21/03/2017 Fibbiana Paroles … UN BEL GIORNO DI primaVera Talvolta in se
esprimendo il se,
senza manifestare,
dire,
ciò che pensiamo fuori.
Ma se noi siamo le mura
gli altri sono fuori dalle mura,
ed il pensiero che doniamo
è,
la nostra solitudine.

 

SASSOSCRITTO

 

sì,
lì,
un segno è stato posto:
mai
più
mi
fiderò
di
te

 

Alma, anima mea

Non siamo solo fuoco,
ma anche acqua
e quando non possiamo dar fuoco
dobbiamo muoverci come acqua

Scansando gli ostacoli,
A volte non possiamo trascinare dei tronchi
che poi creeranno pericolose dighe.

Talvolta, come fuoco,riusciamo a bruciare quei tronchi pesanti e secchi
di alberi morti,
altre volte, come acqua, scivoliamo fra ai massi
avendo cura che questi tronchi
scivolino con noi fino al mare
e non s’incastrino fra le pietre:
Molti di noi sanno quello che stanno facendo
e che vogliono fare.
Spesso, quasi sempre ed ancor più spesso
la pace è in noi stessi.

una GIUIA di cercanti …

Nel grande cerchio volevo mettere del riso,
ma lei che era sempre stata un’indovina
me lo aveva donato con della polvere
nera.

e l’al’tra?
e l’altra, forse aveva ragione lui
dell’altra solo quello che si poteva fare.

Vedi mia cara Ophelia,
è difficile parlare,
è difficile capire,
se non hai capito già.

La tua mente è logica e
da essa e per essa passano
pssano a noscono pensieri logici.
La mia mente è confusa ed astratta
e da essa e per essa passano
pensieri confusi ed astratti,
inutile cercarne una logica.

… e così lei cercava e …
lui cercava.

LiQuiDi

Sono qui nella mia stanza,
Lontano dalla moltitudine,
Dalle feste, dalle cene,
Dalle grida … dai sorrisi.
Dove IO e SE si abbracciano,
Il pensiero è loro figlio,
È l’amico che rende lo sguardo,
A cui tendo lo sguardo.
In questa stanza ritrovo la parola,
Riconosco la mia parola.
Queste pietre di sassi mi nutrono,
Questa è la mia terra, il mio tempo.

ioNo

Sovente fuggo da quei prati …
altre volte mi fermo,
ascolto,
so che sono io,
so che sono quello che io sono e non sono mai stato,
so che non sarebbe stato diverso da come è stato,
ma sarebbe stato lo stesso:
come siamo noi …

(da finire)

Una volta foste divi,
dissi di non mentire più a me stesso,
poi, dopo ancora aggiunsi che da allora non avrei più mentito a me
stesso.

Mi cercavo al di la del qualcosa, al di qua del tutto.

non capivo,
non sapevo,
ero io
o ciò che avevo aggiunto?

Cantico

“ … e Dio offri il fardello alla montagna
ed essa rifiutò, offri il fardello agli animali
ed essi rifiutarono, allora offrì il fardello all’uomo, che lo accettò, perché è un ignorante ed un violento … “

Il sottile confine dell’uomo.
Non so quando possiamo,
un uomo chiamarlo “uomo”,
ma so che una parte di lui è ancora montagna ed animale,
per questo, solo chi esercita violenza fisica e mentale ottiene dagli “altri”, mentre “altri” sono ignorati,
nonostante questi ultimi esercitino bene ed amore …

si nifesta.

Mio caro corvo, cos’è quella luce, cos’è quella luce, cos’è quella luce laggiù?
Caro amico mio, le anime scelgono dove nascere con chi nascere, con chi stare e con chi andare, lo spirito no: È. Talvolta si manifesta.

Ave Re

Ave Re,
da questa collina osserVo i tuoi cAmpi,
le tue coltivAzioni, così ben disposte ed ordinaTe,
osServo i sentieri che con cura hai costruito,
sentieri delineati da graziosi “muriccioli”
di scelte pietre.
Poco fa tutto era lo stesso,
né un prima, né un dopo,
né un saluto, né un segno,
ed anche le storie delle cose
erano lo stesso,
ognuna un atto compiuto,
sia prima, che durante che dopo
ed il tempo, a qual tempo,
non era né tagliato, né colorato.
e noi, che volevamo colorare lo spazio.
Abito qui,
in quel poco tempo fa,
dove nascono le idee,
crescono i pensieri
e
dal rombante silenzio vedo i passi.
19 Maggio 2017

“non” dici

Quando il tu osservandoti, ti dona un fiore giallo di pensiero
– Ma se tu fossi stato esterno a me, mi avresti voluto bene quanto me ne vuoi adesso? –
Caro, la distanza fra io e me dona la misura della realtà, ciò che guardo e ciò che è vero

Prole

Nella classe delle contingenze,
il mio più grande insegnante
è stato quel momento
dove le parole terminano sulle
parole.

Matanna

Dall’albergo Alto di Matanna, tutto dritto alla sinistra del crinale e sempre tenendo la sinistra fino a quando non si vede la croce.

con Anita Azzi

MErlí

Nel mio giardino, intorno alla casa
e nelle case dei vicini ci sono tantissimi merli.
Mio caro corvo il nostro tempo ha insegnato ai presidenti delle Nazioni a parlare di bambini e di telefonini.
Tanto tempo fa l’uomo talvolta cantava, oggi parla parla parla,
parla attraverso i pensieri
parla attraverso la carta,
attraverso un computer,
attraverso le foto e
attraverso dei video.
Il suo canto e il suo suono
sono così distanti, lontani e fievoli
che quasi non li odo più.

La veste

Il dimenticarsi acceca
e la visione svanisce per un tunnel d’inerzia.
Com’è possibile dimenticare questa perla
e addormentarsi
sotto le ali di un drago? .

È SUCCESSO SUCCEDE e RA!

… una famiglia,
indissolubile,
me ne rendo conto …
Non si vede nulla,
Non riuscivo a realizzare,
Sentirò il cuore?
infondo è stato,
nessuno sarà
per sempre …
Intrappolata
Felice
Chi può di più?
la sacra,
anche se
non sacra
MA riTorna
Continui contatti.
Ritorna.
31.3.2017

ex er ci Zio

Il non dire è un buon esercizio
per imparare ad ingannare,
il dire sovente ne è la palestra.
Tutti belli,
cantan in cor,
cantan in cor
ch’uniti son.
Altra cosa è star ai fornelli,
rimpiattin dei miei fardelli,
altra cosa il digiunar,
altra cosa è voler amar.
Disse il topo disse il gatto
dissi io, dissero loro
disse lui e zitta lei,
copricapo benedetto,
ora son tutti sotto il tetto.
23.3.2017

ventidue

Vi è un modo di restare in silenzio
senza chiudere il proprio cuore,
di essere discreti
senza apparire tristi …
virtù rare, da imparare,
doti di umiltà …
22.3.17

La Festa di Anita

In OMAGGIO ad Anita per aver contribuito ad arricchire lo studio con il suo pianoforte ci siamo riuniti festeggiandola con una cena fra amici … EMA Vinci service ringrazia

San Pellegrino in Alpe – gro del Diavolo

ed il corvo fischiò

… ed il corvo fischiò così forte che il suono risuonò
e risuonando divenne parola:
– o essere che detieni il ricordo dell’universo, dove nasce quella la fonte che ti spinge a riprodurre la realtà attraverso l’imposizione di leggi e regole? –
e l’eco ancora … un fiume che scorre, attento, ti dona il verso.

il Raggio Ardente

mio caro Raggio Ardente di ghiaccio vestito e di fuoco colorato

non sei l’amore delle accezioni comuni che unisce e abbandona le persone così per convenienze, patti mentali, suggestioni o che. Tu sei unica: io sono sulla terra per te e tutto filtra attraverso te,
come una luce bianca che attraversa il diAmante prendendo i colori la mia vita si colora, illunina ed è illuminata incontrando te. Non sei un amore che si abbandona per qualsiasi altro o altra cosa … sono le cose e gli altri che prendono forma attraverso te …


 

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il rAMO del corVO

mio caro,

cosa dirti da questo basso ramo dove adesso mi son appollaiato,
ti dico che da qui posso vedere i tuoi occhi ed ascoltare,
come tu ascolti, i suoni ed i rumori con le tue orecchie.
Tante auto rombanti percorrono quella strada vicina al mio albero ,
ma ti dicouna cosa: che la nostra epoca siamo noi,
… se guardi fuori vedrai come assomiglia tanto al tuo dento
e così se guardi dentro, vedrai come tanto assomiglia al fuori …

a Vernio … con grandi amici

al casone, organizzato da Alessandro Magini il concerto con pizza di David Bellugi e Ivano Battiston

Bellugi  David e Ivano Battiston #david&ivano #noiscritti #anita&giuseppe #anitazzi

ÀTOPON διαχρονικό

Già nel vuoto nulla
ti amai e ti amai nella visione e nei sogni,
ti amai quando incontrai la tua parvenza e poi la tua persona,

ti amo adesso amore mio nell’ora dell’eterno presente,
presente che, come sole con la nebbia,
cancella il tempo del poi e lo spazio del dove.

Tutto qui ora,
mirabile paesaggio immortale,
strada e cammino … mia amata bella

πάντα ῥεῖ …

non solo due volte,
ma neppur una,
poiché il pensiER è così tanto puro,

che dal pensato al movimento corre un vuoto,
che per conoscER
devi catturar la velocità,
della velocità esser PA’drone.
Non tanto il tempo che corre,
ma il tempo stesso quale spaZIO …

a mio padre e non solo …
da quell’isola che non c’è
che par giuseppe …

Rifugio Rossi dopo qualche anno …

colui che teme le proprie idee è come colui che accumula, accumula accumula per piacer proprio e puro

Cosa vuoi che ti racconti mio piccolo bruco,
forse del poeta che ha provato ad immagnare
il volto della luna che si specchia sulla cruna di un ago?
o forse ancora di quel colore che non ebbe mai paura delle proprie idee
e rifuggiva da tutti coloro che lo facevano faticare e che mai gli avrebbero permesso di realizarle?
o tu chissà se ancor vuoi danzare su teneri steli ricchi di foglie, corolle e parole con-sonanti finali
che ti porteranno a volar alto come le aquile quel giorno che sarai una gialla farfalla?

Toh!

Confondere l’essere con la realizzazione dell’essere (in un primo stadio) è un grave errore:
– io credo che ognuno di noi debba prendersi le proprie responsabilità, sia come essere vivente che non , sia che esista o che non esista … 

Adriana al Pra

Come è consueto fare tutti gli anni, il 5 Agosto ci rechiamo al Pra per festeggiare il compleanno di Maurizio. Stavolta ci accompagna anche Adriana, giunta da Villanova con l’auto di Luca.

Paglia ORBA

Da Ciottulu li Mori con Michel e Fiorella
(data non certa)