Mese: aprile 2015

Expo

Qualcuno per favore mi spieghi il motivo per cui c’è bisogno del pianoforte di Puccini per inaugurare una cosa che con l’arte c’entra, come diceva il mi nonno, quanto il culo con le quarant’ore (scusate il francesismo).

L’infanzia rubata

Non era il 25 aprile e nemmeno il ’45, ma quando penso a cosa possa significare la fine della guerra per chi l’ha vissuta, l’immagine é questa: un bambino sul greto di un fiume, circondato dalle macerie del suo paese distrutto; a poca distanza, alcune donne che lavano i panni, cantando. All’improvviso una di loro, la madre del bambino, si ferma, si alza e guarda lontano, verso una sagoma che si avvicina lentamente. Poi un urlo di gioia e una corsa sfrenata tra le braccia del suo uomo, finalmente tornato a casa, salvo. Il bambino fissa la scena immobile, l’emozione lo paralizza: ha più di dieci anni e vede suo padre per la prima volta, gli ci vorranno anni per riuscire a manifestargli il suo affetto, ma questo ancora non lo sa. Quel bambino era mio padre, che mille volte mi ha raccontato quel momento e ogni volta con lo sguardo lucido di un uomo a cui é stata rubata l’infanzia.